Essere il proprio Corpo

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Essere il proprio Corpo

Sono arrivata a lavorare sul mio corpo e ad ascoltarlo dopo aver speso molto tempo a identificarmi solo con la mia mente, per cui la mia visione della realtà passava quasi esclusivamente dai pensieri che la mia mente cosciente generava. Durante quel lungo periodo non mi sono mai veramente chiesta cosa sentisse il mio corpo e se stesse cercando di esprimersi, in qualche modo. Praticando Yoga, però, i riflettori sul mio corpo ad un certo punto si sono accesi e sono passata dal preconcetto di AVERE un corpo, così come si possiede un oggetto, ad ESSERE un corpo.

Non è stato semplice entrare in questa nuova ottica, tutt’ora presenta molti angoli bui ma è un lavoro straordinariamente stimolante, oltre ad essere un atto d’amore verso sé stessi. Lentamente si inizia a comprendere che vivere ciò che ci accade attraverso la percezione corporea e non solo mediante la conoscenza cognitiva, avvicina di più al fare un’esperienza completa. Mi ha stupito osservare che, al contrario di ciò che credevo inizialmente, la capacità di percepire attraverso il corpo è qualcosa di cui siamo già dotati e non qualcosa da costruire.

È una facoltà già presente dentro di noi, basterebbe lasciarla esprimere …sottraendo ciò che c’è (ad esempio riducendo una frenetica attività mentale) e non aggiungendo qualcosa che manca!

La pratica di tecniche o terapie corporee può accompagnare questa trasformazione dando sempre molti nuovi spunti per coltivare la curiosità di conoscere il proprio corpo e il modo in cui questo ci “parla”, con l’obiettivo di integrare la mente con il corpo e viceversa. Si ha la possibilità di coltivare lo spazio e il tempo per rivolgere l’attenzione all’interno e comprendere quanto la convinzione che la mente debba essere posta al centro della nostra considerazione sia profondamente scorretta e limitante, oltre che in grado di confinarci in una parziale conoscenza di noi stessi.